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Il Santuario della SS. Trinità

 

Spesso, nelle prime ore del pomeriggio, quando di solito ci si concede un breve riposo, Teresa lasciava la sua abitazione e si recava a questo Santuario.


A piedi, lungo la strada quasi deserta, con la calura estiva o con il soffiare del vento forte, che i gaetani chiamano Garigliano, o sotto la sferza della pioggia, affrontava la salita della Montagna Spaccata passando per Via Begani, rasentando i torrioni dove le sentinelle stavano “all’erta”. 

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Andava, recitando il Rosario, offrendo il disagio e la stanchezza, come una salita al Golgota, per raggiungere nel silenzio e nella solitudine Gesù Crocifisso. Nella Cappella sulla roccia, dove il rumore insistente delle onde copre ogni altro suono, Teresa meditava l'agonia del Dio fatto Uomo:

“Signore, non potei essere tua sposa, sia teco nei patimenti".

Sulla via del ritorno Teresa è ebbra di misticismo tanto da non badare alle curve della strada: la percorreva senza girare se non quando giungeva all’ostacolo del muro che la fiancheggiava. Assumeva così un’andatura a “zig-zag”, come testimoniò una signora, abitante in Via Begani, che la vedeva passare sotto le sue finestre.

A cura della Fraternità di Gaeta dell'Ordine Francescano Secolare - email:  webmaster@teresadijanni.it