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Chiesa dei SS. Cosma e Damiano

 

Fu la prima chiesa costruita in Via Indipendenza, dedicata al culto dei due Santi Taumaturghi. Per la sua posizione, fuori dalle mura della città fortificata, fu distrutta più di una volta dai saraceni durante le loro scorrerie lungo la costa, ma sempre ricostruita sullo stesso luogo per volontà dei fedeli.

L’ultima distruzione risale alla Seconda Guerra Mondiale ma non fu seguita dalla riedificazione. Le statue dei due fratelli Santi furono trasferite nella Chiesa degli Scalzi, ed oggi una costruzione assai modesta accoglie i residenti della zona per la Messa domenicale. Questo Portale è ciò che resta della Chiesa esistente nella prima metà del novecento.

 Teresa, sposa e madre, vi si recava ogni mattina prima dell’alba, aspettando in preghiera l’apertura seduta sui gradini. Era molto devota ai Fratelli Medici che invocava costantemente per la salute dei suoi familiari e di quanti sapeva in precarie condizioni Partecipava alla Santa Messa e riceveva l’Eucarestia, suo Cibo quotidiano, che la sosteneva e la fortificava nell’esercizio delle Virtù Teologali, Fede, Speranza e Carità. 

La famiglia di Teresa Di Janni era d’antiche tradizioni marinare. Il nonno Raffaele, il padre Antonio, il fratello Giacinto, che divenne comandante, avevano tutti il diploma di Capitano di Lungo Corso, e così una lunga fila di zii e cugini. Il genero, Gaetano Capodanno marito di Rosa ed il cognato Salvatore Leboffe marito della sorella Clorinda, furono anch’essi comandanti. Legati alla vita del mare suo marito e due suoi figli.

Come la maggior parte delle donne di Gaeta Teresa conobbe le ansie e le angustie dell’attesa e della solitudine e conobbe l’angoscia e la paura della forza crudele del mare. Cercò rifugio affidandosi alla Volontà di Dio che dà e toglie secondo i suoi disegni. Ma, pur nella fiducia in Lui, non cessava di invocare la protezione della Vergine Mediatrice sui suoi cari. E le preghiere alla Madonna di Porto Salvo, venerata nell’antica Chiesa del convento degli Agostiniani Scalzi, oggi nota come Chiesa degli Scalzi, furono sempre esaudite. Tutti fecero ritorno nonostante i pericoli e le tempeste e lei, con Fede, ringraziava Maria Santissima con offerte di Sante Messe e di ceri.

Il parroco dal 1926 fu don Salvatore Buonomo, il quale divenne suo Padre Spirituale e la guidò fino all’alba della nuova vita. Negli ultimi giorni della breve malattia che la porterà alla morte così Teresa gli scrisse:

Molto Reverendo Padre, voglio aprirle l’anima mia, perché in confessionale non mi è dato poterlo fare (…) Lei mi disse – Ricordati che il Signore vuole l’amore del prossimo e Lui per primo  chiese al Padre di perdonare i suoi uccisori. -   L’ho fatto e ne sono contentissima e tanti tanti consigli datemi da lei, ascoltati con vero pentimento, li ho meditati: essi hanno estirpato tutti i miei difetti. Mi sento rinata a nuova vita. Questa è la mia vita. Ogni giorno desidero Gesù; quando non lo posso Lo prendo spiritualmente. (…)

 Fu don Salvatore che, riconoscendo in Teresa doti non comuni, la guidò sul sentiero della Santità. Alla sua morte ne fece conoscere gli scritti e le opere di carità e misericordia compiute e compose la preghiera alla SS.Trinità, con approvazione dell’Arcivescovo Casaroli, che ancora oggi viene riportata sui ricordini.

A cura della Fraternità di Gaeta dell'Ordine Francescano Secolare - email:  webmaster@teresadijanni.it