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Via Indipendenza

 

Dopo il matrimonio Teresa si trasferì dalla Parrocchia di San Giacomo a quella dei S.S. Cosma e Damiano, conservando tutte le sue abitudini religiose. Iscritta all’Azione Cattolica, partecipava alle attività parrocchiali anche a costo di sacrifici perché la sua famiglia diventava sempre più numerosa con la nascita dei figli che ella accettava con gioia, come vero “dono di Dio”.

Ogni giorno percorreva questo tratto di Via Indipendenza che separava la Chiesa dalla sua abitazione, sulla Salita Le Bigne. Nonostante l’ora mattutina la strada non era mai deserta perché queste case erano abitate per la maggior parte da contadini e pescatori che si recavano al lavoro prima del sorger del sole. Gli uni per raggiungere le campagne sulle colline molto distanti, gli altri per scioglier le barche dagli ormeggi, arrivare al largo e gettare le reti.

Qui tutti conoscevano Donna Tresina, come la chiamavano loro, e le si rivolgevano con confidenza e fiducia. Teresa, sempre prodiga verso ogni necessità, riservata e semplice, consigliava la Fiducia in Dio e l’accettazione delle Sue prove.

Nelle controversie sollecitava al perdono “per amore di Dio che c’insegna a perdonare”.   Nei lutti e nelle avversità confortava con le parole:   “Dio dà e Dio toglie”. 

Passo dopo passo, con andatura frettolosa nel vigore dell’età per non sprecare tempo, con piede lento nell’avanzare degli anni, Teresa percorse quotidianamente quest’antico basolato per recarsi nelle chiese di Via Indipendenza e poi oltre, fino al Santuario della Santissima Trinità ed al Tempio di San Francesco.

Camminava con umiltà a capo chino, rasentando il muro delle case, immersa nella recita del Santo Rosario e delle giaculatorie, ma volentieri offriva consiglio e conforto a chi la fermava per via.

A cura della Fraternità di Gaeta dell'Ordine Francescano Secolare - email:  webmaster@teresadijanni.it