In obbedienza a suo padre, che la voleva sposa di un giovane onesto e degno di lei che con insistenza la chiedeva in moglie, accettò il matrimonio come “volontà di Dio” .
Nel “Si “ pronunziò il “ Fiat “ – come lei stessa scrisse in una lettera - e, nello stesso tempo, chiese al Signore la Grazia di infondere la vocazione in una sua futura figlia accettandola in sua vece.
Fu esaudita: la terzogenita, Maria, costruì un monastero dove furono accolte le Suore Romite Battistine di Roma, delle quali accettò la Regola e l’abito.
A maggior gloria di Dio anche un suo nipote riceverà la “Chiamata”. Appena laureato in Medicina, Giuseppe Magliozzi, figlio di Alfredo, entrò nell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli fra i quali, memore dell’esempio della nonna, tuttora svolge i suoi incarichi di responsabilità con esemplare dedizione.